Trasparenza e Pubblicità degli atti e delle sedute

a cura di Cinzia Olivieri

Alle sedute del consiglio di istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel consiglio e i membri dei consigli circoscrizionali  nonché i rappresentanti del consiglio scolastico distrettuale, della provincia, del comune o dei comuni interessati, delle organizzazioni sindacali secondo le modalità stabilite dal regolamento di istituto che prevede anche le altre norme atte ad assicurare la tempestiva informazione e l’ordinato svolgimento delle riunioni.

Tuttavia se i locali non sono capienti, il presidente, che dirige la seduta, può chiedere al pubblico di allontanarsi come quando siano in discussione argomenti concernenti persone.

Copia integrale – sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio – del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso è pubblicata in apposito albo della scuola entro otto giorni dalla seduta per 10 giorni e per lo stesso periodo sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta i verbali e tutti gli atti preparatori depositati in segreteria (CM 105/75).

Non sono soggetti a pubblicazione  gli atti concernenti persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.

Si osservano inoltre le disposizioni in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui alla legge 7 agosto 1990 n. 241.

Avverso i provvedimenti è possibile ricorrere entro 15 giorni al consiglio secondo la previsione dell’art. 14 settimo comma del DPR 275/99.

* i richiami normativi sono tratti da Edscuola ed altri siti istituzionali

8 commenti in “Trasparenza e Pubblicità degli atti e delle sedute

  • Buongiorno.
    Vorrei porvi una questione problematica nell’ambito del CdI.
    Se un consigliere con il suo comportamento ostacola il sereno funzionamento del consiglio è possibile chiederne le dimissioni?
    C’è qualche decreto che si possa attuare in merito?
    Eventualmente a chi bisogna rivolgersi perchè ciò possa avvenire?
    Ringrazio anticipatamente per la cortese risposta che potrà fornirmi.
    Cordiali Saluti.

    • Salve, purtroppo nell’ambito delle norme relative al funzionamento degli organi collegiali non è contemplata questa possibilità nè un meccanismo di fiducia.L’art. 38 del Dlgs 297/94 prevede l’ipotesi di decadenza e l’art. 16 dell’OM 215/91 disciplina i casi di incompatibilità ed ineleggibilità ed all’art. 53 contempla la surroga di un membro genericamente “dimissionario”.
      I consiglieri ricevono il voto dell’elettorato e quindi non si può intervenire in merito ed inoltre le dimissioni sono per natura volontarie e come tali rimesse alla scelta individuale. Difficili validi margini di intervento per i regolamenti.
      E’ il presidente che può contenere parzialmente il danno gestendo ad esempio i tempi di intervento

      • La ringrazio molto per la sua risposta e per il tempo che ha dedicato alla domanda.
        Cmq sarebbe opportuno che emanassero dei decreti o delle commissioni superiori a
        cui si potrebbe far riferimento in casi straordinari.

        Cordiali Saluti.

        • Prego, diamoci anche del tu
          In realtà queste sono caratteristiche comuni a qualsiasi organi collegiale di formazione elettiva. Assistiamo spesso a scontri anche all’interno dei parlamenti. Sarebbe grave che i componenti di un organo svilissero un sistema elettorale. Resto convinta che invece è il consiglio stesso che deve cercare di superare e/o prevenire comportamenti non corretti, anche attraverso un buon regolamento di funzionamento. Il presidente può tanto in questi casi.
          Le scelte normative che si prospettano per il futuro nelle proposte di legge recenti di riforma degli organi collegiali invece vanno nel senso di una semplificazione numerica e deregolamentazione normativa con gli statuti dell’istituzione e regolamenti che integrano la norma. cari saluti

  • Buongiorno,
    mi collego sul fatto della pubblicazione dei verbali sull’albo pretorio della scuola ,mi chiedo è legittimo chiedere che gli stessi verbali vengano pubblicati su una rivista del posto in quanto si possa portare alla massima trasparenza e pubblicità? In tal senso in qualità di vicepresidente ho sempre chiesto tale soluzione ma da parte della dirigente e della d.s.g.a vi è sempre stato un secco no ,ritenendo l’albo pretorio l’unico mezzo di di comunicazione.

    • Salve, in effetti la scuola deve garantire la pubblicità e la trasparenza sul proprio portale. Tuttavia non è precluso indicare il link dove reperire il verbale in altri siti, ma non può essere obbligo della scuola. Peraltro la L 107/15 peraltro prevede il nuovo “portale unico” dove le scuole pubblicheranno tra l’altro il loro PTOF nonchè altri importanti dati (vedi in particolare comma 136 e seguenti)

  • Buongiorno.
    in un recente Consiglio di Istituto avevo portato il problema della pubblicazione, cosi’ come da normativa, all’Albo della scuola, ovvero secondo quanto ho inteso, è adesso l’Albo Pretorio sul sito WEB.
    La D.S. ha contestato il fatto che non è chiaro il concetto di “Albo della Scuola” e “Albo Pretorio”, ovvero secondo la sua valutazione sono due cose diverse. E purtroppo in delibera si è sorvolato sul problema e definito solamente che le delibere sono a disposizione in segreteria entro 8 giorni, ma niente relativo alla pubblicazione.
    Non avendo materiale ufficale per contestare non ho insistito sull’argomento.
    E’ possibile chiarire normativamente questo concetto magari aggiornando questa pagina di informazione?
    Se poi è vero o non è vero, ci adeguiamo. Grazie

    • L’albo pretorio è un apposito spazio all’interno del quale le pubbliche amministrazioni affiggono per legge notizie di interesse pubblico.
      La legge 69/09, all’art 32 ha stabilito che: “a far data dal 1º gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione sui propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati
      Prima dell’ambo on line gli obblighi di pubblicità erano assolti “dall’apposito albo della scuola” di cui all’art. 43 Dlgs 297/94 che è rimasto in vita fino al 31 dicembre 2010: infatti il comma 5 dello stesso art. 32 L 69/09 stabilisce che a decorrere dal 1º gennaio 2010 (termine poi prorogato al 1° gennaio 2011) “le pubblicità effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale“. Considerati gli effetti giuridici collegati alla pubblicità delle deliberazioni non vi è dubbio che l’unico albo attualmente utilizzabile è quello on line…posta l’assoluta incontestabile eguaglianza dei due strumenti. La PA è tenuta alla massima pubblicità e trasparenza

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