Ruolo del Presidente del Consiglio di Istituto

a cura di Cinzia Olivieri

Il presidente del consiglio di istituto è eletto  tra i rappresentanti dei genitori degli alunni

Convoca e presiede il consiglio.

Il presidente è tenuto a disporre la convocazione su richiesta del presidente della giunta esecutiva (cioè del Dirigente) ovvero della maggioranza dei consiglieri

Concorderà con il dirigente l’ordine del giorno rispettando gli argomenti previamente discussi della Giunta Esecutiva che prepara i lavori del Consiglio con facoltà di inserire anche altri punti che ritenga opportuni o gli vengano richiesti nei limiti della competenza del consiglio stesso, stante la sua autonomia

Egli dovrà verificare che la convocazione della seduta, fissata in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei componenti, sia predisposta con un preavviso  di massima non inferiore ai 5 giorni

Affida le funzioni di segretario ad un membro del consiglio

Autentica, con la propria firma, i verbali delle adunanze redatti dal segretario del consiglio al termine della seduta

Il suo voto vale doppio in caso di parità nelle votazioni

Per il mantenimento dell’ordine esercita gli stessi poteri conferiti dalla legge a chi presiede le riunioni del consiglio comunale e qualora il comportamento del pubblico non consenta l’ordinato svolgimento dei lavori o la libertà di discussione e di deliberazione,  dispone la sospensione della seduta e la sua prosecuzione in forma non pubblica

Dovrà far rispettare le modalità di ammissione e partecipazione stabilite dal regolamento e dall’Art. 42 del D.L.vo 297/94) in relazione all’accertamento del titolo di elettore e alla capienza ed idoneità dei locali disponibili

Egli dirige la seduta ma non può decidere autonomamente di sospendere la seduta per motivi diversi da quelli legati al mantenimento dell’ordine pubblico rinviando per mere ragioni di opportunità la trattazione di un argomento all’ordine del giorno in quanto deve rispettare  il principio democratico della collegialità

Il Presidente dovrà accertare che vi sia il numero legale previsto per la validità della seduta e delle deliberazioni verificando la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica e che le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi disponendo la votazione segreta quando relativa a persone

Il presidente non ha obbligo di stendere un verbale specifico per informare i genitori ma deve rendersi disponibile anche favorendo la possibilità che la scuola pubblichi i propri recapiti (almeno l’indirizzo mail)

Il rappresentante legale dell’istituto è il Dirigente Scolastico quindi il presidente non può utilizzare carta intestata della scuola per effettuare comunicazioni nella sua qualità ai consiglieri, ai rappresentanti o ad altri presidenti senza autorizzazione del dirigente

Il Presidente deve conoscere le scadenze contabili

Firma il verbale di approvazione del Programma annuale e del Conto Consuntivo

* i richiami normativi sono tratti da Edscuola ed altri siti istituzionali

12 commenti in “Ruolo del Presidente del Consiglio di Istituto

  • Buongiorno.
    Avendo un dubbio su il numero legale previsto per la validità della seduta del C.d.I. vorrei porre una domanda:
    se il numero dei componenti è di 19 membri il numero legale è di 10 o 11 componenti per avere la legalità?

    Cordiali saluti.

  • Grazie per questo “bigino” sul ruolo dei Presidenti. In effetti mi trovo proprio in “conflitto” con la mia Dirigente su questo tema, quello del rispetto dei “ruoli”.
    Uso la mailing list del Consiglio per inviare le convocazioni, e anche in casi molto rari per dare delle notizie/comunicazioni pertinenti alla scuola. Ad esempio ho dato pochi giorni fa la notizia che il nostro istituto ha vinto un importante bando della Fondazione Cariplo. Questo ha irritato la Dirigente che ritiene avrei dovuto prima consultarla.
    Ricevo telefonate da docenti che mi coinvolgono su problemi e disagi che stanno vivendo all’interno della Scuola. Mi chiamano, e io ascolto, pur mettendoli a conoscenza che il mio ruolo non ha molto potere. Anche questa cosa irrita la Dirigente. Ma credo non sia un problema mio, francamente.
    In sostanza, per concludere, mi trovo in disaccordo con la mia Dirigente per la scarsa collegialità che attua, per lo svuotamento che porta avanti del ruolo del Consiglio, e per questo continuo richiamo ai ruoli che non aiuta.
    Cosa posso fare? Le ho appena scritto una lettera, che spero possa trovare un punto di accordo, in quanto fino ad oggi siamo andati sicuramente in accordo.

    • Carissimo Paolo,
      diamoci del tu.
      Immagino che abbiate creato una mailing list “non istituzionale” tra i componenti del consiglio. Tuttavia, comprendo le doglianze della dirigente, in quanto unica rappresentante dell’istituzione. Diverso è per le convocazioni sono prima concordate, dunque non vi sono problemi nell’inoltro.
      Su un piano prettamente normativo il presidente del consiglio di istituto ha poteri assolutamente limitati ed il suo ruolo “politico” deve svolgerlo all’interno del consiglio stesso.
      La consapevolezza di quello che si può fare (o meglio ancora di quello che non si può fare) non deve essere causa di demotivazione ma di accettazione cosciente e costruttiva di quello che si può fare insieme. Più si conosce come funziona il mondo della scuola e più si acquisiscono queste modalità.
      La circostanza che docenti si confidino attiene il piano strettamente personale, non quello dei ruoli e delle attribuzioni, giacchè oggettivamente il presidente può ben poco. E da un profilo personale non puoi certo impedire ai docenti di confidarsi con te.
      Dunque non vi è ragione di risentimento della Dirigente.
      Anche il consiglio si sta svuotando di competenze se non riesce a svolgere quel ruolo, appunto, politico e di indirizzo, previsto dalle norme.
      Oggi tutte le responsabilità convergono su DS e DSGA e questo può portare le figure a trascurare l’ascolto collegiale.
      Il nuovo PTOF come il RAV però pongono l’accento su questa dimensione. Prima del piano il dirigente è previsto che ascolti le esigenze dell’utenza e del territorio mentre il RAV dedica una specifica sezione anche al coinvolgimento delle famiglie. Attraverso il sito della Scuola in Chiaro è possibile accedere ai RAV della propria scuola e scoprire i punti di forza e di debolezza. Può essere una buona base per costruire una nuova alleanza

      • Grazie cinzia per lo stile diretto. Sei per me una risorsa preziosa, e ne approfitto, scusami. Non capita di frequente di confrontarsi su questi temi con persone competenti. Avevo una Dirigente scolastica, ma ora è stata trasferita, e ci sentiamo di rado.
        Sono un po’ deluso da quanto mi scrivi.
        Deluso perché, come in tutte le cose, il sapere che “uno può votare contro”, “può opporsi”, “può far valere il suo ruolo” è un deterrente perché il “capo” non diventi il monarca assoluto.
        Io per estrazione non sopporto chi vuole comandare e non ha bisogno di ascoltare nessuno. Non mi piace proprio. Questa è la deriva che percepisco, anche se in misura minima esiste un “cerchio magico” di eletti, un piccolo staff, di docenti fidati, malvisti da tutti gli altri…
        Però sicuramente quanto tu scrivi è corretto, e quindi devo prenderne atto, modificando quindi il mio atteggiamento anche sotto quell’aspetto che mi faceva perlomeno “autorevole” nel poter decidere di non essere d’accordo, nel votare contro. Cosa che non ho mai fatto, e penso non farò mai, ma… sapere di poterlo fare aiutava a dire: Ehi, tu, cerchiamo di dialogare e di confrontarci, perché anch’io posso dire la mia!
        In questo modo, invece, la Dirigente può proprio fregarsene della collegialità.
        Ero convinto di poter convocare un Consiglio di Istituto se ricevo un numero di richieste, come scritto dal nostro regolamento interno di Consiglio, ma anche questo mi sembra non valga più.
        Certo, un genitore può scegliere la scuola dove mandare il proprio figlio, può “bocciare” quella scuola, e può anche avere riscontro del fatto che una scuola vada bene, e un’altra no, anche se rimane difficile.
        Vedi, rispetto a quanto tu scrivi, io allora sono andato certamente oltre il mio ruolo, eccome! Ho la user id e la password del sito internet scolastico, ho attivato google for educational per la scuola (incarichi ricevuti, comunque), e gestisco come amministratore le utenze dei docenti. Mi sono attivato in moltissime situazioni, ben al di là del mio ruolo, da quando uno dei nostri plessi è stato chiuso per amianto. Ho fatto pressioni in Comune, ho interpellato, sono andato in consiglio di zona, ho avuto incontri con gli assessori… Ma questo non è mai stato un grosso problema, in quanto c’era armonia. Probabilmente sono un Presidente scomodo, un po’ troppo ingombrante, ma andava bene. Ora non va più bene, e quindi devo fare un passo indietro, questo mi sembra di capire.
        Mi duole molto, lo faccio con fatica, e credo mi venga voglia di dimettermi, se le cose stanno così. Mi bastava sapere che qualcosa potevo fare per aiutare tutto quel numeroso gruppo di persone che non è allineato.

        • Prego Paolo, grazie a te.
          Forse dovremmo capire e accettare che il consiglio di istituto non è stato creato per comandare. Al comando c’è il dirigente, che ci piaccia o no. E il presidente presiede il consiglio e non certo la scuola. Poi le sue capacità “politiche” sono personali.
          Il ruolo che ti è stato riconosciuto dipende solo da Paolo e non dal fatto di essere presidente. Anch’io mi sono relazionata con enti esterni come presidente del consiglio di istituto e talvolta anche “contro” la dirigenza. Anche io mi sono attivata quando il plesso ha avuto problemi di vario tipo. Sono stata e sono spesso personaggio scomodo come presidente, consigliere, rappresentante o genitore… Lo si fa non perchè il ruolo lo richieda o preveda. Lo si fa perchè si ha una responsabilità elettiva verso i genitori che ti hanno eletto.
          Il consiglio non deve fare opposizione per affermare il proprio ruolo…ne uscirebbe per lo più perdente. Del resto il dirigente ha quasi totale competenza di carattere negoziale e dirige il collegio.
          Non c’è una ricetta anche perchè qui operano molte questioni di empatia personale. Sicuramente prima di ogni cosa occorre studiare cosa prevedono le norme per saperci muovere con equilibrio

          • la questione è una sola, secondo me: la possibilità di non condividere una impostazione, una decisione, può capitare. Quindi nel merito si può non essere d’accordo. Pensa che ad oggi non mi è mai capitato. Ora mi capita. Cosa posso fare? Posso votare contro? Ha senso? Posso indire io un Consiglio di Istituto per parlarne? Ne ho l’autorità? Il dialogo con la Dirigente non l’ho certo chiuso, e proprio ieri sera le ho inviato una lunga mail distensiva. Ma non posso fare la statuina, non me lo merito. Se il dialogo viene chiuso “Perché comando io” io ne prendo atto, ma ritengo abbia a questo punto poco senso rimanere. E’ svilente. Purtroppo la mia estrazione non ha molto a che fare con l’approfondimento dettagliato delle normative, cerco di farlo, ma la materia è alquanto complessa, basta vedere i riferimenti normativi che tu fai (non sono 1-2, ma decine). La Dirigente che citavo prima mi ha sempre detto che il mio ruolo ha un enorme potere, solo che non lo so, e soprattutto non so come svolgerlo, seguendo quanto la normativa dice. Sono in difficoltà. Vorrei citarti un esempio concreto, forse aiuta a capire. Paolo

          • Ha sempre senso manifestare motivatamente anche il proprio dissenso. Non si vota per essere dalla parte del più forte ma per sostenere le ragioni in cui si crede. Capita che magari si crei una situazione di conflitto in cui ci si chiude a riccio nella comprensione reciproca e poi si rifletta e si trovi una situazione di compromesso.
            Puoi rivolgere alla dirigente la richiesta di convocazione.Da solo non puoi disporre della scuola. Però…mi sovviene un dubbio… a me pare sia più una questione a due che del consiglio. Il tuo voto da solo, è vero, conta a poco. Quello che conta è il consiglio. E un presidente presiede un consiglio…che ne pensa il consiglio? La collegialità non è tra il dirigente ed il presidente ma all’interno di un organo inter pares in cui il DS è membro di diritto ed il voto del presidente vale doppio in caso di parità. Ecco, il ruolo del presidente è sapere coinvolgere un consiglio, un organo che magari avrà pochi (o nessuno) poteri di “comando” ma delibera e prende posizione.
            Non devi essere me …e difficilmente ci riusciresti 🙂 … basta sapere alcuni elementi normativi essenziali e cogliere alcuni aspetti importanti tra i quali che un presidente non svolge un ruolo di rappresentanza individuale, è l’elemento trainante di un organo collegiale che deve essere capace di comprendere le istanze di tutte le componenti e saperle rappresentare, mettendo anche da parte le proprie idee.
            Ho vissuto le tue stesse sensazioni come quella di tendere a fare da sola. Ma la forza è nel fare insieme
            Per il resto il dirigente comanda…lo dice la parola 🙂

  • Salve sto provando ad usare il programma e come primo argomento vorrei sapere se qualche Istituto ha risolto il problema del peso degli zaini, in certi casi davvero insostenibili per i bambini. Grazie.

    • Salve Michele, dove possibile si può provvedere a lasciare materiale negli armadietti… ma credo sia un problema meglio gestibile a livello organizzativo di classe piuttosto che di scuola

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