Competenze, Funzioni e Durata

a cura di Cinzia Olivieri

Il Consiglio di Circolo o di Istituto resta in carica tre anni

Solo la componente studentesca si rinnova annualmente

Il consiglio di circolo o di istituto scaduto per compimento del triennio resta in carica sino all’insediamento del nuovo organo e i membri decaduti per perdita dei requisiti di eleggibilità, sono surrogati (Art. 50 OM 215/91 )

Può funzionare fino a nuove elezioni anche se privo di una intera componente o di alcuni membri purché quelli in carica non siano inferiori a tre.

I consiglieri, cessati dalla carica per qualsiasi causa (dimissioni, decadenza, perdita dei requisiti), sono surrogati nominando i primi fra i non eletti delle rispettive liste

I membri subentrati cessano anch’essi dalla carica allo scadere del periodo di durata dell’organo

Se è impossibile procedere alla surrogazione i posti vacanti devono essere ricoperti mediante elezioni suppletive

Se è trascorsa la data indicata per tali elezioni bisognerà attendere il prossimo anno ed il consiglio funzionerà con una composizione incompleta.

Pur essendo valida la costituzione del consiglio anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza, si dà luogo a elezioni suppletive qualora manchi la rappresentanza della componente genitori, nell’ambito della quale deve essere eletto il presidente

Le competenze del consiglio di istituto sono contemplate nelle seguenti norme: Art. 10 D.L.vo 297/94; D.P.R. 275/99; Decreto Interministeriale 44/01.

In particolare delibera in merito a:

  • Programma annuale e variazioni, conto consuntivo, impiego dei mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico
  • misura del fondo di anticipazione al DSGA per le spese minute
  • designazione dell’azienda o dell’istituto di credito
  • adozione del regolamento interno e del patto educativo di corresponsabilità
  • adozione del Piano dell’Offerta Formativa
  • adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali
  • criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione
  • criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe
  • uso delle attrezzature e degli edifici scolastici
  • criteri e limiti per lo svolgimento, da parte del dirigente, dei contratti di sponsorizzazione

Le delibere del consiglio di circolo o d’istituto sono normalmente immediatamente esecutive.

* i richiami normativi sono tratti da Edscuola ed altri siti istituzionali

16 commenti in “Competenze, Funzioni e Durata

  • Buongiorno.
    Nel nostro consiglio d’Istituto si è presentata una questione un pò anomala in merito alla decadenza di un componente: il fatto riguarda un docente che è stato assegnato ad altra sede che poi ha chiesto ed ottenuto il trasferimento un’altra volta alla nostra sede (anche se gli è stato concesso con notevole ritardo rispetto ai tempi previsti), il suddetto membro faceva parte anche del comitato di valutazione.
    Ora il quesito è: può continuare a farne parte in tali organi o è decaduto comunque pur non essendo stato per sua volontà?
    Non essendoci o non avendone trovato decreti in merito come bisogna procedere?

    Cordiali saluti.

    • Salve,
      il trasferimento implica la decadenza laddove implica la perdita del diritto di elettorato. La decadenza non è un evento volontario ma legato a circostanze oggettive
      Occorrerebbe comprendere le circostanze (il trasferimento era a decorrere dal 1 settembre di quest’anno?), le condizioni e le motivazioni del trasferimento e se sia stato presentato un ricorso avverso lo stesso
      cordiali saluti

      • Si, non essendo di ruolo il trasferimento era a decorrere dal 1 settembre di quest’anno, il docente come ha appreso dell’assegnazione ad altro plesso ha subito inoltrato la richiesta di essere riassegnata nel nostro istituto, ma la risposta di conferma l’ha avuta nella seconda settimana di ottobre.
        Cordiali saluti

        • Fermo quanto predetto e sempre considerando che non ho un supporto documentale se non vi è stato alcun provvedimento formale che prenda atto della decadenza in assenza di specifica previsione si potrebbe considerare come “sospeso” e quindi non definitivo il provvedimento di trasferimento poi revocato. Se invece vi è stata formale decadenza appare difficile reintegrare il componente. Saluti

  • buongiorno, ho appena letto le slide del convegno Democrazia, partecipazione e organi collegiali da lei realizzato, … e sono francamente ancor più scoraggiato. Siamo in una situazione dove tutto è il contrario di tutto. Vede, il problema non si pone quando nella scuola c’è armonia, c’è collaborazione, insomma quando le cose funzionano. Ma quando le cose non funzionano, o non funzionano più, davvero non ci sono appigli non tanto per “protestare” e “contestare”, ma per collaborare, intervenire, agire nell’ambito delle proprie competenze e dei propri ruoli. In quanto non sono chiari gli ambiti, non sono chiari i ruoli… Questo Consiglio di Istituto cos’è e cosa è diventato? E cosa può realmente fare? Lo dico sempre rispetto a quanto scritto prima, cioè quando le cose non funzionano, quando ci sono frizioni, incomprensioni, scarsa collegialità. In che maniera può svolgere il suo ruolo quando si verificano questi problemi? È questo il punto che mi trovo a vivere, e che mi da’ non poco disagio. Non si tratta di avere poteri, di avere la possibilità di agire con autorità e responsabilità. Questo lo abbiamo capito: non c’è autorità e non c’è nemmeno responsabilità. Ma quindi: come agire, in che modo e con quali scopi… quando le cose non funzionano? Grazie infinite.
    Un presidente un po’ in difficoltà, ma desideroso di collaborare (anche se un po’ stufo di sentirsi dire che deve rispettare il suo ruolo…)

    • Carissimo Paolo,
      anche io provo un po’ di scoramento quando penso alla storia della partecipazione.
      Credo che il punto sia nella scarsa conoscenza e consapevolezza.
      Il consiglio di istituto è sempre stato un organo di indirizzo. Prima aveva qualche potere decisionale negli acquisti, ma ora questo è passato al dirigente (fatta eccezione per i contratti pluriennali e pochi interventi nell’attività negoziale di cui all’art. 33 DI 44/01)
      Erroneamente qualcuno pensava di poter “decidere” o ancora di “controllare”.
      Oggi possiamo decidere come finalizzare il contributo volontario ed essere di impulso nella progettualità facendo pervenire proposte e pareri, analizzare i punti di forza e di debolezza del RAV…difficilmente possiamo intervenire a cambiare radicalmente le cose perchè responsabile dell’organizzazione e della gestione delle risorse è il dirigente ai sensi dell’art. 25 del dlgs 165/01

  • Buona sera, vorrei porre un quesito in merito alle assenze non giustificate e ripetute di alcuni membri del consiglio, alcuni mai pervenuti ad alcuna seduta del cosiglio stesso.
    Avevamo deciso in ambito consigliare che dopo tre asenze consecutive e non giustificate la decadenza del membro stesso e sostituirlo con il successivo eletto , mi chiedo se abbiamo l’autorita di farlo? E se si vi è una specifica normativa da poter produrre in sede di consiglio o basta la nostra delibera?
    Grazie

    • Salve. La decadenza dovrebbe operare di diritto alla terza assenza ingiustificata come prevede l’art. 38 del dlgs 297/94. E’ sempre bene che il consiglio verifichi la ricorrenza del requisito e ne attesti la decadenza. Normalmente la procedura dovrebbe essere disciplinata dal regolamento interno

  • Buonasera, vorrei capire chi decide l’inizio delle lezioni.
    Cioè se l’Istituto decide di iniziare l’anno scolastico nel giorno di apertura fissato dal Calendario Scolastico regionale, c’è bisogno di una delibera del Consiglio di Istituto? oppure questa è necessaria solo in caso di posticipo o comunque variazione rispetto al Calendario regionale?

    • Salve. L’inizio e il termine delle lezioni sono stabiliti dagli uffici regionali. L’art. 10 del dlgs 297/94 stabilisce che il consiglio di istituto deliberi in merito all’ “adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali

  • buogiorno ,
    nel mio circolo didattico al momento dell’ iscrizione dei bambini erano stati proposti diversi orari di svolgimento selle lezioni 24.27.30 e 40 ore,come proposto dal Pof. Al momento dell’iscrizione la maggior parte dei genitori hanno optato per le 30 ore, oltretutto in consiglio di circolo abbiamo sempre messo a verbale di poter portare gradualmente tutte le classi alle 30 ore, ma la preside ha sempre insistito per le 27 ore motivando la soluzione come unica in mancanza di docenti non forniti dal Usp per poter coprire le 30 ore. La preside ha formato classi da 27 ore non rispettando la volontà dei genitori e non tenendo conto dei criteri stabiliti nel consiglio di circolo .Mi chiedo se ci può essere una soluzione anche se è imminente l’apertura dell’anno scolastico ?

    • Salve Mariano, se non appare corretto può essere vagamente consolatorio sapere che questa è una situazione diffusa. In realtà già il dpr 89/09 aveva stabilito che la dotazione organica di istituto progressivamente sarebbe stata fissata in 27 ore settimanali. Da allora le circolare iscrizioni ribadiscono che “L’accoglimento delle opzioni fino a 30 ore settimanali o per il tempo pieno è subordinato alla esistenza delle risorse di organico e alla disponibilità di adeguati servizi, circostanze queste che dovranno essere portate a conoscenza dei genitori, anche con apposita nota da prevedere sul modulo on line di iscrizione.” (CM 51/14). Il mantenimento del tempo scuola viene effettuato prevalentemente con “economie” che si fanno sempre più esigue. Su questi presupposti normativi le scuole avrebbero dovuto prevedere i possibili esiti. Con la L 107/15 e l’organico dell’autonomia una maggiore estensione del tempo scuola dovrebbe poter avvenire sul piano extracurricolare con specifiche progettualità

  • Una delle scuole primarie del mio istituto vuole passare da un orario a 27 ore su 6 giorni ad uno di 27 ore su 5 giorni. Qual’è l’organo che deve deliberare in merito? Deve esprimersi prima il collegio dei docenti?

    • Dal Dlgs 297/94 le competenze sono così distribuite:
      – Il consiglio di istituto (art. 10) indica “i criteri generali relativi ….all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali
      – Il collegio dei docenti (art. 7) “formula proposte al direttore didattico o al preside …. per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto;”
      – il dirigente procede (art. 396) “alla formulazione dell’orario, sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o d’istituto e delle proposte del collegio dei docenti;”
      Tuttavia l’orario è anche parte integrante del POF e quindi segue l’iter previsto dall’art. 3 del dpr 275/99 e cioè elaborazione dei criteri da parte del consiglio, elaborazione del collegio, adozione del consiglio di istituto.

Lascia un commento