Comitato Genitori

a cura di Cinzia Olivieri

Il comitato genitori è disciplinato dal comma 2 dell’art.15 del dlgs 297/94 : “2. I rappresentanti dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o dell’istituto.”

Dunque esso è un organismo di partecipazione non dovuto né obbligatorio ma facoltativamente istituito dai rappresentanti.

Già con i “decreti delegati” del 1974  (art. 45 comma 2) si resero necessari alcuni chiarimenti da parte del ministero per integrare la disposizione, precisandosi:

Per la costituzione del comitato non sono previste particolari formalità e pertanto spetta ai rappresentanti  decidere se e come costituire il comitato (Nota 11 ottobre 1978, prot.n. 3138) .

Compete ai rappresentanti anche quale struttura conferire al comitato medesimo, nulla impedendo che vi possano far parte anche semplici genitori (in risposta a quesito del Provveditorato agli studi di Vicenza) (Telex 6 aprile 1978, prot. n. 786).

Il comitato può richiedere la convocazione dell’assemblea e assumere funzioni di rappresentanza dell’assemblea dei genitori nei rapporti con gli organi collegiali della scuola. L’assemblea può decidere quali funzioni assegnare al comitato (Telex 29 marzo 1979, prot. n. 498 ).

La Circolare Ministeriale 19 settembre 1984, n. 274 ha sollecitato i Dirigenti a favorire la costituzione dei comitati per beneficiare dei contributi che la partecipazione può offrire alla vita della scuola e per favorire un coordinamento di iniziative ed esperienze nell’ambito dell’istituto. Tuttavia si precisa che essi non possono interferire nelle competenze dei consigli di classe o di istituto, avendo solo la funzione di promuovere la partecipazione con l’eventuale elaborazione, anche sulla base dello scambio di esperienze, di indicazioni e proposte che saranno poi valutate ed adottate dagli altri organi di istituto.

Il dpr 275/99 riconosce agli organismi dei genitori la possibilità di formulare proposte e pareri per l’elaborazione del POF.

Occorre richiedere al dirigente l’assemblea per la sua costituzione.

Poiché le assemblee possono essere di sezione, di classe o di istituto (art. 15 dlgs 297/94) e  non è contemplata l’assemblea dei rappresentanti, dovremmo dedurre – anche per quanto predetto – che il comitato genitori debba costituirsi nell’ambito di una assemblea di istituto.

Tuttavia potrebbe accadere che la scuola non disponga di locali adeguati ovvero che non si riesca a raggiungere il numero di adesioni necessario per la richiesta dell’assemblea di istituto, ovvero che in assenza di espresso divieto si richieda semplicemente, l’assemblea dei soli rappresentanti, indispensabili per la costituzione del comitato.

Non è previsto alcun obbligo da parte della scuola di informare i rappresentanti e/o i genitori della convocazione dell’assemblea, compito che spetta ai promotori.

Non è richiesto l’accordo di tutti i rappresentanti per la sua costituzione.

Non è necessario uno statuto né il codice fiscale o l’apertura d un conto corrente. Il comitato genitori si costituisce volontariamente come organismo di collegamento della rappresentanza e tra questa e l’assemblea ed il consiglio di istituto. È  l’assemblea che deve darsi un regolamento da inviare in visione al consiglio di istituto.

Non v’è alcuna previsione di una “approvazione” del comitato da parte del Consiglio sebene è senz’altro auspicabile dare notizia della sua costituzione.

Un comitato genitori, non ha una “sede legale” ma una “sede naturale”, in quanto è solo un organismo di partecipazione della scuola e di quella scuola.

È costituito dalla volontà dei rappresentanti che si rinnovano ogni anno ed ogni anno dovrebbe essere perciò rinnovato.

Nel consiglio di istituto ed in genere per gli incarichi di rappresentanza elettiva non è ammessa delega. Tuttavia il comitato, che ha funzione di collegamento e coinvolgimento, può avere regole diverse di funzionamento.

Non è previsto un numero minimo di rappresentanti per costituire un comitato ma certamente affinché la sua attività sia efficace occorre che coinvolga un congruo numero di rappresentanti.

Essendo il Comitato Genitori espressione della volontà dei rappresenti dell’Istituto dobbiamo presumere che esso sia unico, con la possibilità di creare dei “comitati di plesso” per ragioni organizzative.

Per tutti questi motivi è opportuno che i regolamenti delle scuole disciplinino le modalità di costituzione del comitato favorendolo con la previsione automatica di indizione dell’assemblea successivamente alla elezione dei rappresentanti.

* i richiami normativi sono tratti da Edscuola ed altri siti istituzionali

2 commenti in “Comitato Genitori

    • Gentilissima Barbara, possiamo darci anche del tu. L’art. 15 comma 2 del dlgs 297/94 prevede che il comitato sia istituito per iniziativa dei rappresentanti. Null’altro. Nella pratica capita che il comitato si dia uno statuto, ma non è situazione prevista (solo l’assemblea dei genitori è previsto mandi in visione il proprio regolamento al consiglio) e che si consenta la partecipazione di altri genitori. Il punto è che il comitato dovrebbe essere l’organismo di collegamento dei rappresentanti mentre l’assemblea di tutti i genitori. Per l’effetto il primo va rinnovato ogni anno. Tuttavia la circolare del 1984 per favorire la partecipazione ha lasciato campo piuttosto libero nella disciplina del comitato

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