Si arriva alle elezioni

a cura di Cinzia Olivieri

Le schede elettorali sono di colore bianco e devono riportare prestampati i nominativi dei candidati accanto al motto che contraddistingue ciascuna lista. Non è specificato se i nominativi dei candidati debbano essere indicati in ordine alfabetico, come invece i nomi degli elettori nelle liste (Art. 36 OM 215/91).

Si esprime  il voto di lista e si possono segnare le preferenze (con una croce sul numero romano e sul nominativo indicato nella scheda) nell’ambito di quella lista, perché non è ammesso il voto disgiunto (art. 40 OM 215/91).

L’OM 215/91 non vieta espressamente che i candidati possano essere rappresentanti di lista ma non avrebbe senso affidare un incarico di vigilanza e di garanzia a chi è interessato nel procedimento, con il rischio di ricorsi alla commissione elettorale. I candidati non possono mai far parte dei seggi (art. 38). Il primo firmatario tra i presentatori della lista comunica ai presidenti dei seggi e della commissione elettorale i nominativi dei rappresentanti di lista, nel numero di uno presso la commissione elettorale e  di uno presso ciascun seggio elettorale, i quali assistono a tutte le operazioni successive al loro insediamento (Art 41 OM 215/91).

Si può fare il  presidente di seggio se tra i candidati c’è il coniuge.

Si possono esprimere due preferenze normalmente mettendo un segno di matita accanto al nominativo dei candidati prestampato nella scheda. (art. 40 OM 215/91).

Poiché è possibile proporre più liste indicate nella scheda elettorale con un numero romano, l’elettore dovrà esprimere la sua preferenza in primo luogo per la lista e poi per il candidato. I candidati prescelti devono appartenere alla lista votata. In caso di  preferenze per candidati di lista diversa da quella prescelta, vale il voto di lista (art. 43 OM 215/91).

L’elettorato attivo e passivo è un diritto, ma il suo concreto esercizio è una libera facoltà. Si potrebbe essere eletti anche solo con il proprio voto. Per le elezioni non esiste quorum.

Per gli istituti comprensivi (OM 267/95 art. 4 comma 2 e 3) deve essere assicurato almeno un seggio agli insegnanti ed un seggio ai genitori di ciascuno degli ordini di scuola compreso nella verticalizzazione (cioè infanzia, primaria e secondaria di secondo grado, senza riferimento ai singoli plessi)  e nei casi di aggregazione di scuole di secondo grado deve essere riservato almeno un seggio a ognuna delle componenti docenti, genitori e alunni delle scuole comprese nell’aggregazione (art. 1 OM 277/98) .

* i richiami normativi sono tratti da Edscuola ed altri siti istituzionali

Lascia un commento