Categoria: Consulta Bolzano

Le consulte dei genitori di Bolzano, modello unico di partecipazione da tutelare

Le consulte dei genitori di Bolzano, modello unico di partecipazione da tutelare

di Cinzia Olivieri

Sarà davvero una riforma condivisa?

Sin dall’annunzio della imminente riforma degli organi collegiali a Bolzano si è parlato di un processo ampiamente condiviso, anche con la costituzione di gruppi di lavoro.

Ed in effetti la circostanza che sia stata per ora resa nota solo una “bozza” di disegno di legge riguardante le Norme per la Partecipazione nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole e per il consiglio del sistema educativo di istruzione e formazione provinciale lascia sperare in una modifica del testo, che per la verità impoverisce la rappresentanza, dopo che la LP 20/95 aveva decisamente perfezionato ed integrato l’impianto partecipativo del Dlgs 297/94.

Nella L.P. 20/95 infatti i rappresentanti di classe costituiscono il comitato (art. 10) che elegge nel suo seno il presidente ed il rappresentante nel comitato (consulta) provinciale e concorre nell’organizzazione dell’elezione dei rappresentanti nel consiglio di circolo o di istituto i quali a loro volta partecipano all’attività del comitato.

A prescindere dagli specifici compiti riconosciuti dalla legge a tali organi, (art. 6) i presidenti dei comitati dei genitori e degli studenti ed i rappresentanti della scuola nelle consulte dei genitori e degli studenti partecipano a titolo consultivo alle sedute del consiglio di circolo o d’istituto. Inoltre il presidente del consiglio di circolo o di istituto e il presidente del comitato dei genitori e degli studenti possono essere invitati a partecipare alle sedute del collegio dei docenti, senza diritto di voto (art. 4).

Le consulte, disciplinate al Capo V della L.P. 20/95 (art. 26), collegano poi la rappresentanza dei genitori e degli studenti delle scuole al consiglio scolastico provinciale della LP 24/1996

Praticamente però nulla resta di tutto questo nella bozza di disegno di legge , che abroga tanto la L.P. 20/95 quanto gli articoli da 1 a 8 della LP 24/1996, che disciplinano il consiglio scolastico provinciale.

Non solo non vi è più il comitato genitori ma in realtà neanche il rappresentante di classe.

Le consulte (trasversali ai gruppi linguistici) non sono più comprese tra gli organi collegiali a livello di istituzione scolastica ma, all’interno del solo sistema partecipativo a livello provinciale, sono semplicemente formate dalle rappresentanze dei genitori nonché delle alunne e degli alunni nel consiglio del sistema educativo di istruzione e formazione provinciale (cui è dedicato un unico articolo) con funzioni propositive.

 

Perché tutelare comitati e consulte

Le consulte provinciali dei genitori di Bolzano vanno tutelate e protette perché sono uniche e tale è anche l’attuale sistema partecipativo di questa provincia autonoma.

Infatti la LP Trento 5/06 prevede (artt. 28 e 29), solo a livello di istituzione scolastica, le consulte dei genitori e degli studenti (non incluse negli organi collegiali della scuola elencati dall’art. 21), che possono essere assimilate ai comitati del Dlgs 297/94 con la differenza che esse sono normalmente istituite presso ogni scuola e sono composte oltre che dai rappresentanti di classe anche da quelli nel consiglio della istituzione e delle associazioni riconosciute che ne facciano richiesta.

Tuttavia, come disposto in ambito nazionale dal DPR 567/96 (e poi dal DPR 301/05), a livello territoriale sono contemplate le sole consulte provinciali degli studenti (con il coordinamento regionale ed il consiglio nazionale).

La rappresentanza dei genitori della scuola quindi non è territorialmente collegata (specie dopo che non sono più stati istituiti i consigli scolastici locali e regionali del Dlgs 233/99 e gli organi collegiali territoriali del Dlgs 297/94 non sono più stati rinnovati).

Il ruolo di interlocuzione, sia a livello ministeriale che presso gli uffici regionali, è riconosciuto solo ai Forum (nazionale e regionali ove istituiti e funzionanti) delle associazioni riconosciute, nell’ambito del sistema di partecipazione creato con il DPR 567/96 modificato dal DPR 301/05.

Sebbene la nota del 20 marzo del 2006 abbia ben chiarito che possono essere designati nei Forum “genitori di alunni frequentanti istituti statali o paritari”, dal momento che solo un genitore con figli a scuola può adeguatamente rappresentare le esigenze di tale realtà dinamica, la successiva Nota 27 aprile 2016, AOODGSlP 3554, avente ad oggetto: “Rappresentanza e Partecipazione. Implementazione FORAGS”, ha precisato che “Le designazioni dei rappresentanti in seno ai FoRAGS non sono soggette ad alcun vincolo e/o criterio di esclusione legato all’avere figli frequentanti ed inseriti nel sistema scolastico, in quanto non previsto dal comma 2 dell’art.3 della sopra citata norma (DPR 301/05) che precisa: Il Forum è composto dai rappresentanti di associazioni o di confederazioni di associazioni di genitori di alunni di istituto statale o paritario, non legate statutariamente ad alcun partito politico od organizzazione sindacale, in possesso di uno statuto o documento costitutivo che espliciti la volontà di operare per l’interesse della scuola attraverso un programma generale, nonché gli obiettivi della loro attività nel rispetto delle regole di democrazia interna e dei principi della Costituzione. Il suddetto requisito, quindi, è connotante ed imprescindibile rispetto alle finalità statutarie delle Associazioni ma non è attribuibile ai legali rappresentanti delle Associazioni medesime”.

Il DPR 301/05, salvo che per l’espressione “genitori di alunni” (che pure non lascia margini di dubbio come ha esplicato la nota del 20 marzo del 2006), ha stabilito poi per l’accreditamento al Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola (FoNAGS) l’accertamento del possesso di almeno tre dei seguenti criteri che però prescindono dal requisito della frequenza dei figli:

  1. presenza nel territorio nazionale in non meno di quattro regioni, con una media di cinquecento associati per regione;
  2. costituzione da almeno due anni alla data della domanda di ammissione;
  3. numero di associati non inferiore a cinquemila genitori;
  4. adesione all’Associazione europea dei genitori (EPA).

Pertanto, mancando le consulte dei genitori, come previsto invece per gli studenti, la rappresentanza di tale componente si ferma alla singola scuola e non è collegata.

Ecco perché un sistema tanto integrato e partecipato a tutti i livelli come quello di Bolzano (di cui forse neanche i genitori sono consapevoli) deve essere assolutamente salvaguardato e costituire un modello.

Si spera quindi che tale risultato possa essere raggiunto attraverso l’ascolto ed il dialogo con i gruppi di lavoro coinvolti nella discussione della riforma.

Riforma degli organi collegiali a Bolzano: autonomia statutaria e tutela del fondamentale ruolo delle consulte

Riforma degli organi collegiali a Bolzano: autonomia statutaria e tutela del fondamentale ruolo delle consulte

di Cinzia Olivieri

Le proposte di riforma da Trento a livello nazionale

Sul finire del 2016 è stata annunziata nella provincia autonoma di Bolzano la possibile riforma degli organi collegiali della scuola, disciplinati storicamente dapprima dalla LP 5 settembre 1975 n. 49, successiva al DPR 416/74, e quindi dalla L.P. 28 ottobre 1995 n. 20, successiva al Dlgs 297/94, che sul piano nazionale ha riordinato in un Testo Unico non solo le norme relative agli organi collegiali ma le disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.

All’inizio del 2017 si è aperto il confronto sul tema ed ora si è appreso dell’elaborazione di una bozza del disegno di legge provinciale riguardante le Norme per la Partecipazione nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole e per il consiglio del sistema educativo di istruzione e formazione provinciale.

Il testo ricalca, con gli opportuni adattamenti, quello che sul piano nazionale si ripropone da quando la famosa proposta di legge Aprea e concorrenti (PDL 953) è stata approvata in testo unificato (DDL S3542)nel corso della XVI^ legislatura. Durante la XVII^ legislatura risulta assegnato alla VII^ Commissione Cultura Senato il DDL S933, di iniziativa dell’On. Giannini, ed alla corrispondente commissione della Camera la PDL A.C. 2259 di iniziativa della On. Centemero.

Anche a Bolzano la riforma appare incentrata sull’autonomia statutaria. Apparentemente in entrambi i casi essa si ispira al modello trentino, ma in realtà vi sono differenze rilevanti.

Occorre premettere che a Trento la LP 5/06 interviene a disciplinare l’intero Sistema educativo di istruzione e formazione erogato (art.8) da: scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate; istituzioni scolastiche e formative provinciali; istituzioni scolastiche e formative paritarie. Il Titolo II individua i Soggetti del sistema educativo provinciale ed il Capo I quelli costituenti la Comunità scolastica, tra cui: gli studenti (Art. 9); gli operatori delle istituzioni scolastiche e formative (Art. 10); le famiglie (Art. 11); le Associazioni professionali (Art. 12); infine i soggetti rappresentativi del territorio (Art. 13). Il Capo II è dedicato poi alle Istituzioni scolastiche e formative provinciali, organizzate secondo principi di Autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo (Art. 15) e nella Sezione III sono appunto individuati i suoi Organi, normati dagli artt. 21 e seguenti.

La LP Trento 5/06 dedica l’art. 17 allo Statuto delle istituzioni scolastiche e formative, documento fondamentale che stabilisce, nel rispetto della legge: a) i principi e i criteri di organizzazione dell’istituzione scolastica e formativa; b) i contenuti vincolanti e le modalità di approvazione del progetto d’istituto (ovvero PTOF); c) le funzioni, la composizione e le modalità di nomina degli organi collegiali dell’istituzione, nel rispetto di quanto previsto da questa legge e in coerenza con le norme generali dell’istruzione; d) i contenuti e le modalità di approvazione del regolamento interno che, in attuazione dello statuto, definisce, tra l’altro, gli aspetti organizzativi attinenti il funzionamento dell’istituzione e dei relativi organi, nonché del regolamento che definisce i doveri degli studenti e i comportamenti che configurano mancanze disciplinari; e) le modalità di formazione e di approvazione del bilancio e del conto consuntivo; f) la partecipazione degli studenti e dei genitori alle attività della classe e dell’istituzione, garantendo il diritto di riunione e di assemblea e favorendo le attività delle associazioni di studenti e di genitori, anche attraverso la messa a disposizione di spazi adeguati; g) la partecipazione dell’istituzione e della comunità scolastica a progetti o iniziative d’integrazione, collaborazione e scambio con altri soggetti in ambito nazionale, europeo e internazionale; h) le modalità, definite su eventuale proposta e previo parere della consulta dei genitori, del collegio dei docenti e della consulta degli studenti, con le quali le istituzioni instaurano con altri soggetti pubblici o privati operanti sul territorio forme di cooperazione e collaborazione rivolte alla migliore definizione dei contenuti e degli indirizzi da esprimere nel progetto d’istituto.

Tale Statuto (comma 2) è adottato (e modificato) dal consiglio dell’istituzione scolastica e formativa a maggioranza dei due terzi, inviato quindi alla Provincia ed è approvato definitivamente salvo che entro quarantacinque giorni questa non lo rinvii per motivi di legittimità all’istituzione per il conseguente adeguamenti, ovvero esprima osservazioni in relazione alla sua conformità agli atti provinciali di programmazione e d’indirizzo.

Tuttavia, come previsto (comma 3), a garanzia di uniformità e per l’opportuno supporto, la Provincia ha elaborato (Del. n. 1075 del 25/05/2007) uno schema tipo di statuto a disposizione delle istituzioni scolastiche e formative.

Sul piano nazionale, premesso che la L 107/15, stralciata la riforma degli organi collegiali, aveva peraltro previsto (comma 180 e 181) la delega al Governo, entro 18 mesi (termine decorso), per il riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione attraverso la redazione di un nuovo testo unico, esaminando la più recente proposta di legge n. 2259, intitolata Norme per il governo delle istituzioni scolastiche, non vi è una specifica norma dedicata allo Statuto ma all’art. 1 comma 4 si limita a prevedere che “Gli statuti e i regolamenti delle istituzioni scolastiche disciplinano l’istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi interni, nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica”.

L’uso del verbo “istituire” desta qualche perplessità. Dal momento che i nuovi organi collegiali dovrebbero essere di fatto istituiti dalla legge ed eletti/nominati dalle istituzioni, affidarne la costituzione agli statuti sembra renderla potenziale ed incerta. La restante disciplina relativa allo Statuto è desunta dal contesto dei successivi articoli.

Così (Art. 3) sappiamo che il Consiglio dell’istituzione scolastica, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, redige, approva e modifica lo statuto, che comprende anche le modalità di elezione, sostituzione e designazione dei propri membri.

Non solo non è previsto uno Statuto tipo ma esso (comma 4) non è soggetto ad approvazione o a convalida da parte di nessuna autorità esterna. Quindi nessun controllo né garanzia di uniformità. Fermi i criteri previsti normativamente, ogni scuola resta libera di organizzarsi a suo modo. Nel rispetto dell’autonomia organizzativa vi sono però prerogative partecipative che dovrebbero essere assicurate a tutti in egual modo.

Lo statuto disciplina la composizione del consiglio dell’istituzione scolastica, per il quale la legge (Art. 4) prevede un numero di membri compreso fra sette e undici, secondo i seguenti criteri: 1) DS e DSGA sono membri di diritto senza diritto di voto; 2) la rappresentanza dei genitori e dei docenti è paritetica; 3) nelle scuole secondarie di secondo grado è assicurata la rappresentanza degli studenti; 4) possono esservi non più di due membri esterni.

Ad esso è rimessa altresì l’attività del consiglio dei docenti e delle sue articolazioni (art. 6), anche a livello di classe (senza menzionare espressamente un consiglio di classe), individuando le modalità della partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione degli obiettivi didattici di ogni singola classe o di gruppi di alunni (comma 6). Dunque la già debole figura del rappresentante di classe diventa del tutto residuale e non vi è cenno dei comitati genitori.

La proposta riforma di Bolzano

Analogamente la bozza di disegno di legge di Bolzano prevede che lo Statuto disciplini “l‘istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi del circolo di scuola dell’infanzia o della scuola, nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità della scuola dell’infanzia o scolastica” (Art. 3).

Il consiglio della direzione di circolo o di istituto (art. 6) ovvero il consiglio di istituto (art. 12) – la cui composizione è fissata dallo Statuto, nel rispetto dei seguenti criteri: a) la direttrice o il direttore del circolo della scuola dell’infanzia ovvero il/la dirigente della scuola è membro di diritto; b) i genitori eletti e il personale docente eletto ovvero o genitori ed i docenti nelle scuole del primo ciclo di istruzione sono rappresentati in modo paritetico mentre nelle scuole del secondo ciclo di istruzione e formazione la rappresentanza eletta dai genitori e dalle alunne e dagli alunni è paritetica a quella eletta dal personale docente; c) la segretaria o il segretario del circolo di scuola dell’infanzia ovvero della scuola è membro di diritto; d) può essere integrato da ulteriori componenti che non hanno diritto di voto – redige, approva e modifica lo statuto, comprese le modalità di elezione nonché la sostituzione dei propri componenti, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.

Per quanto riguarda il previsto consiglio di classe (art. 15) “Per ulteriori attività non oggetto di valutazione delle alunne o degli alunni lo statuto definisce la composizione del consiglio di classe e il diritto di voto dei componenti” (comma 4).

L’analogia è palese. Anche in tal caso non è contemplata alcuna verifica preventiva o successiva degli Statuti né uno statuto tipo, né si fa menzione dei comitati genitori/studenti e la figura del rappresentante di classe è potenziale e/o comunque totalmente svilita.

Senza entrare nel merito in questa sede di competenze specifiche degli organi, occorre però evidenziare che mentre la PDL C.2259 lascia la presidenza del consiglio ad un genitore, a Bolzano è previsto semplicemente sia presieduto da un componente, eletto nel suo seno.

La peculiarità del sistema partecipativo di Bolzano

Se sul piano nazionale il ruolo del rappresentante ha sempre stentato a definirsi mentre il comitato genitori resta una figura potenziale e la sua disciplina è ridotta al solo comma 2 dell’art. 15 del Dlgs 297/94, tanto che di solito finisce per trasformarsi in associazione, per Bolzano una siffatta riforma finirebbe per cancellare invece un sistema partecipativo organico e completo.

Infatti la LP 20/95 istituisce i seguenti organi collegiali:

a) il consiglio di classe;

b) il collegio dei docenti;

c) il comitato per la valutazione del servizio dei docenti;

d) il consiglio di circolo o di istituto;

e) il comitato dei genitori;

f) il comitato degli studenti, limitatamente alle scuole secondarie di secondo grado.

Il CAPO III è dedicato alle Assemblee degli studenti e dei genitori ed il CAPO V ai Comitati (ovvero Consulte) provinciali degli studenti e dei genitori.

Nel sistema nazionale, gli organi collegiali restano sostanzialmente scollegati, salvo la “possibilità” di costituire un comitato per collegare i rappresentanti di classe.

Il Dlgs 297/94 non ha previsto le consulte ma nel 1996 il DPR 567/96 ha istituito le sole consulte provinciali degli studenti, successivamente organizzate anche a livello nazionale, creando quindi un sistema partecipativo parallelo e disomogeneo, immutato a seguito del DPR 301/05.

La L.P. 20/95 invece mette al centro la figura del rappresentante. Ed invero i rappresentati eletti a livello di classe costituiscono il comitato genitori (art. 10) a cui partecipano anche i rappresentanti in consiglio di istituto e nella consulta provinciale. Il comitato poi non solo elegge nel suo seno il presidente ed il rappresentante nel comitato (consulta) provinciale dei genitori e concorre nell’organizzazione dell’elezione dei rappresentanti dei genitori nel consiglio di circolo o di istituto ma altresì formula proposte e pareri in merito alla programmazione ed all’organizzazione dell’attività della scuola, poi sottoposti all’organo competente, nonché in merito alla collaborazione scuola-genitori e all’aggiornamento dei genitori ed ha la facoltà di esprimersi in merito a tutte le questioni iscritte all’ordine del giorno delle sedute del consiglio di circolo o di istituto. Elabora inoltre il proprio programma di lavoro relativo ai contatti tra scuola e famiglia e all’aggiornamento dei genitori e sottopone le relative proposte al consiglio di circolo o di istituto, che delibera in merito e provvede al finanziamento.

Inoltre (art. 6) i presidenti dei comitati dei genitori e degli studenti ed i rappresentanti della scuola nelle consulte dei genitori e degli studenti partecipano a titolo consultivo alle sedute del consiglio di circolo o d’istituto e il Presidente del consiglio di circolo o di istituto, il presidente del comitato dei genitori e degli studenti possono essere invitati a partecipare alle sedute del collegio dei docenti, senza diritto di voto (art. 4).

Nulla di questo resterebbe con la riforma.

Le consulte provinciali degli studenti e dei genitori poi, che fungevano da raccordo tra la scuola (ed il sistema partecipativo a livello di istituto) ed il consiglio scolastico provinciale della LP 24/1996, sono considerate ora dall’art. 19 della bozza di disegno di legge solo quale espressione della rappresentanza di genitori e studenti nell’ambito del consiglio scolastico provinciale con il compito di “inoltrare alle assessore e agli assessori provinciali all’istruzione e formazione proposte ritenute utili per migliorare i vari aspetti riguardanti la scuola”.

Tanto non può che essere interpretato nel senso di un sostanziale svilimento della partecipazione.

L’auspicio è che resti aperto un dialogo costruttivo affinché, attraverso emendamenti del testo, si ripensi il sistema partecipativo secondo tali indicazioni rafforzando la rappresentanza, giacché dal dialogo delle componenti la scuola non può che trarne giovamento.

Consulte scolastiche, legge contestata

Consulte scolastiche, legge contestata

Riforma, riunione con gli assessori. Genitori e studenti scettici: partecipazione ridotta

dal Corriere dell’Alto Adige del 12 Apr 2017

Francesco Clementi

Suscita malumori il taglio drastico dei posti a disposizione delle consulte negli organi di rappresentanza scolastica previsto dalla bozza della nuova legge provinciale approvata lunedì dalla giunta. Nel nuovo organo immaginato dagli assessori Achammer, Mussner e Tommasini dovrebbe esserci posto complessivamente solo per 12 rappresentanti dei genitori oggi sono 36 (solo quelli delle scuole italiane) e per otto portavoce degli studenti delle scuole superiori.

BOLZANO Partecipare. Sì, ma come? La bozza della nuova legge provinciale che rivoluziona gli organi di rappresentanza scolastica non piace a genitori e studenti. Nel corso della presentazione del testo (ancora provvisorio), avvenuta lunedì pomeriggio a palazzo Widmann, ha suscitato critiche — senza distinzione di gruppo linguistico — in particolare il taglio drastico dei posti a disposizione nelle Consulte. Nel nuovo organo, come immaginato dagli assessori Philipp Achammer, Florian Mussner e Christian Tommasini, dovrebbe esserci posto complessivamente solo per 12 rappresentanti dei genitori oggi sono 36 (solo quelli delle scuole italiane) e per otto portavoce degli studenti delle scuole superiori. Previsti ulteriori incontri per provare a smussare le posizioni, ma il tempo stringe: all’inizio di maggio la giunta intende infatti presentare la prima versione uficiale della nuova legge.

Nell’ambito degli organi collegiali, ogni scuola (italiana, tedesca e ladina) ha una sua consulta provinciale dei genitori, con funzioni simili a quella degli studenti. Attualmente è composta da un rappresentante per ogni istituzione scolastica (eletto dal comitato dei genitori), mentre le scuole dell’infanzia sono rappresentate da un genitore per ogni circolo didattico. I membri, la cui nomina avviene con decreto del sovrintendente, durano in carica tre anni. Le consulte provinciali, come riportato sul sito della Rete civica, «formulano proposte utili a migliorare i vari aspetti relativi alla scuola». In altre parole, attraverso tale strumento genitori e alunni partecipano a tutte le decisioni strategiche della scuola altoatesina.

Da tempo la giunta Kompatscher stava valutando un riordino degli organi che garantiscono la partecipazione di genitori e alunni alle decisioni della scuola provinciale. Lunedì, a palazzo Widmann, gli assessori Achammer, Mussner e Tommasini hanno illustrato la prima bozza della legge che mira a riordinare le forme di rappresentanza. La presentazione, tuttavia, ha suscitato un «fuoco di fila» di critiche, senza distinzioni di gruppo linguistico. I rappresentanti dei genitori e degli studenti, compatti come raramente si era visto in passato, hanno lamentato soprattutto il taglio drastico di posti all’interno delle rispettive consulte.

La bozza istituisce il «nuovo consiglio del sistema educativo di istruzione provinciale», in carica cinque anni. Tale organo dovrebbe esprimere pareri obbligatori sui atti di indirizzo (per esempio su istituzione e soppressione di scuole) e svolgere attività consultiva su temi sottoposti dagli assessori. Tale consiglio, secondo la bozza, si articola in un’assemblea plenaria e in tre sezioni per gruppo linguistico. A far discutere è la composizione del «parlamentino»: nell’assemblea trovano posto — sempre in base alla bozza — solo 12 rappresentanti ei genitori, suddivisi per proporz. Considerando i ladini, agli italiani spetterebbero due o tre posti. Meno spazi anche per i portavoce degli studenti, che scenderebbero a otto membri complessivi (mentre oggi nella sola consulta studentesca italiana c’è posto per 17 scuole, ciascuna con un rappresentante e un vice).

«Così si perde il rapporto tra le singole scuole e la consulta» hanno lamentato compatti i rappresentanti di genitori e studenti. Gli assessori hanno replicato sottolineando il maggior grado di autonomia concesso per le forme di rappresentanza nelle singole scuole. Ma, almeno per il momento, il giudizio negativo di genitori e studenti rimane, anche perché una controproposta da loro avanzata non sarebbe stata presa in considerazione dalla giunta.

Fonte: https://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20170412/281496456147642

Convegno della Consulta dei genitori: “Plurilinguismo in Alto Adige”

[Bolzano]
Convegno della Consulta dei genitori: “Plurilinguismo in Alto Adige”

venerdì 10 febbraio 2017

Scuola / Cultura – Sarà incentrato sul tema “Plurilinguismo in Alto Adige” il convegno della Consulta provinciale dei genitori che si svolgerà il 18 febbraio all’EURAC.

La Consulta provinciale dei genitori organizza sabato 18 febbraio, alle ore 9, nella sala conferenze dell’EURAC, in viale Druso,1 a Bolzano la propria conferenza invernale incentrata sul tema

“Plurilinguismo in Alto Adige. Quali possibilità?”.

Il convegno è rivolto a genitori, studenti, docenti interessati ed a chiunque lavori nell’ambito educativo e dell’istruzione. Nel corso del pomeriggio si svolgerà una discussione alla quale prenderà parte anche l’assessore provinciale alla scuola e cultura di lingua tedesca, Philipp Achammer.

Per l’iscrizione ed ulteriori informazioni gli interessati possono contattare il numero telefonico: 0471 417532.

Alleghiamo il programma dettagliato della manifestazione

910322_LBE-Flyer-A5-de.pdf

Fonte http://www.regioni.it/dalleregioni/2017/02/10/convegno-della-consulta-dei-genitori-plurilinguismo-in-alto-adige-498858/

Achammer: confronto sulla riforma degli organi collegiali

Achammer: confronto sulla riforma degli organi collegiali

lunedì 30 gennaio 2017

 Scuola / Cultura – La proposta di legge relativa agli organi collegiali è stata al centro di un recente incontro dell’assessore Achammer con alcuni gruppi d’interesse.

Nei giorni scorsi l’assessore provinciale alla scuola e cultura di lingua tedesca, Philipp Achammer, ha incontrato i rappresentanti di vari gruppi d’interesse e dei sindacati per raccogliere ulteriori suggerimenti e proposte riguardo alla riforma della legge provinciale relativa agli organi collegiali.

La legge provinciale attualmente in vigore risale al 1995 ed a causa delle profonde trasformazioni che hanno caratterizzato la vita scolastica negli ultimi vent’anni non corrisponde più alle esigenze del mondo della scuola.

Nel corso dell’incontro l’assessore Achammer ha sottolineato che la nuova legge dovrà offrire un quadro giuridico che coinvolga anche le scuole professionali, le scuole di musica e le scuole dell’infanzia che nell’attuale legge non vengono prese in considerazione.

In questo senso, secondo Achammer, la nuova legge dovrà divenire un vero e proprio “specchio della nostra società”.

Da parte dei presenti sono state esposte alcune proposte di riforma e di adeguamento della nuova legge alle mutate esigenze del mondo scolastico in modo tale da consentire una più ampia compartecipazione delle persone coinvolte alla definizione del futuro della scuola altoatesina.

Le varie proposte verranno vagliate dalle tre Intendenze scolastiche e quindi inserite in una prima bozza del disegno di legge che sarà sottoposta ad ulteriori consultazioni. Solo in una fase successiva il disegno di legge verrà sottoposto all’esame della Giunta provinciale ed infine del Consiglio provinciale per l’approvazione definitiva.

Fonte: http://www.regioni.it/dalleregioni/2017/01/30/achammer-confronto-sulla-riforma-degli-organi-collegiali-496977/

Seminario di approfondimento sugli organi collegiali (26 nov.)

Seminario di approfondimento sugli organi collegiali (26 nov.)

mercoledì 23 novembre 2016

Corsi – Il Seminario di approfondimento sugli organi collegiali è organizzato dalla Consulta provinciale dei genitori.

“Organi collegiali: laboratorio di idee per migliorare l’integrazione e la partecipazione di genitori e studenti nella scuola” è questo il titolo del seminario di approfondimento organizzato dalla Consulta provinciale dei genitori  che si svolgerà

sabato 26 novembre, dalle ore 9,00 alle 12,30, presso il Liceo “G. Pascoli”, in via G. Deledda, 4  a Bolzano.

L’iniziativa, alla quale parteciperà in qualità di relatrice l’avvocata Cinzia Olivieri, esperta nazionale in materia di collegialità, prevede il coinvolgimento di tutte le Consulte dei genitori e degli studenti della provincia, dei Presidenti dei Consigli di istituto e dei Comitati dei genitori delle scuole in lingua italiana.

Prenderà parte al seminario anche l’assessore provinciale alla scuola e cultura di lingua italiana, Christian Tommasini.

Fonte: http://www.regioni.it/dalleregioni/2016/11/23/bolzano-seminario-di-approfondimento-sugli-organi-collegiali-26-nov-487305/

La scuola italiana si confronta sugli organi collegiali

La scuola italiana si confronta sugli organi collegiali

mercoledì 16 novembre 2016

Scuola / Cultura – Iniziano gli incontri fra tecnici del sistema scuola e parti coinvolte per ripensare alle funzioni degli organi collegiali nella scuola.

La legge 107 sulla nuova scuola è stata recepita anche in Provincia di Bolzano con la Legge Prov.le nr. 14/2016. La norma nazionale ha ridefinito alcune funzioni e compiti degli Organi Collegiali.

Ecco perché già a suo tempo nell’ambito del dibattito che ha portato all’elaborazione del testo provinciale, si è stabilito di rimandare a successiva Legge la revisione degli Organi Collegiali scolastici. A tal proposito la scuola in lingua italiana prevede a breve importanti momenti di confronto.

Il primo di questi, organizzato dalla Consulta dei Genitori, si terrà sabato 26 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, presso il Liceo Pascoli di Bolzano; sarà una mattinata di formazione che coinvolgerà i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle diverse istituzioni scolastiche.

Questo evento, tenuto dalla dott.ssa Cinzia Olivieri, consulente nazionale Sportello Educazione Scuola ed esperta in collegialità, rappresenta l’inizio di un percorso volto a riflettere non solo sui nuovi possibili organi collegiali, quanto piuttosto sulle funzioni che ad essi verranno attribuite.

Al termine della mattinata è prevista l’elaborazione di un documento finale che sarà poi proposto all’Intendenza.

L’assessore Tommasini e la Sovrintendente Scolastica sono concordi nel voler riformare gli organi collegiali per coinvolgere maggiormente tutti nella gestione delle  scuole: studenti, famiglie, insegnanti e collaboratori. Questo al fine di  migliorare la scuola affinché continui a preparare al meglio i ragazzi per affrontare la società complessa nella quale viviamo.

Oltre al percorso formativo sugli organi collegiali, l’Intendenza scolastica ha programmato un tavolo tecnico di lavoro, che si troverà in queste settimane per elaborare una prima bozza di testo che sarà successivamente oggetto di confronti con i dirigenti scolastici, con le parti sociali e le consulte dei genitori e studenti.

Successivamente tutti i documenti raccolti verranno ulteriormente approfonditi da parte di tutte le intendenze scolastiche altoatesine.

Fonte: http://www.regioni.it/dalleregioni/2016/11/16/bolzano-la-scuola-italiana-si-confronta-sugli-organi-collegiali-486190/

La scuola italiana si confronta sugli organi collegiali

La scuola italiana si confronta sugli organi collegiali

Iniziano gli incontri fra tecnici del sistema scuola e parti coinvolte per ripensare alle funzioni degli organi collegiali nella scuola.

La legge 107 sulla nuova scuola è stata recepita anche in Provincia di Bolzano con la Legge Prov.le nr. 14/2016. La norma nazionale ha ridefinito alcune funzioni e compiti degli Organi Collegiali.

Ecco perché già a suo tempo nell’ambito del dibattito che ha portato all’elaborazione del testo provinciale, si è stabilito di rimandare a successiva Legge la revisione degli Organi Collegiali scolastici. A tal proposito la scuola in lingua italiana prevede a breve importanti momenti di confronto.

Il primo di questi, organizzato dalla Consulta dei Genitori, si terrà sabato 26 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, presso il Liceo Pascoli di Bolzano; sarà una mattinata di formazione che coinvolgerà i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle diverse istituzioni scolastiche.

Questo evento, tenuto dalla dott.ssa Cinzia Olivieri, consulente nazionale Sportello Educazione Scuola ed esperta in collegialità, rappresenta l’inizio di un percorso volto a riflettere non solo sui nuovi possibili organi collegiali, quanto piuttosto sulle funzioni che ad essi verranno attribuite.

Al termine della mattinata è prevista l’elaborazione di un documento finale che sarà poi proposto all’Intendenza.

L’assessore Tommasini e la Sovrintendente Scolastica sono concordi nel voler riformare gli organi collegiali per coinvolgere maggiormente tutti nella gestione delle  scuole: studenti, famiglie, insegnanti e collaboratori. Questo al fine di  migliorare la scuola affinché continui a preparare al meglio i ragazzi per affrontare la società complessa nella quale viviamo.

Oltre al percorso formativo sugli organi collegiali, l’Intendenza scolastica ha programmato un tavolo tecnico di lavoro, che si troverà in queste settimane per elaborare una prima bozza di testo che sarà successivamente oggetto di confronti con i dirigenti scolastici, con le parti sociali e le consulte dei genitori e studenti.

Successivamente tutti i documenti raccolti verranno ulteriormente approfonditi da parte di tutte le intendenze scolastiche altoatesine.

Fonte: http://www.provinz.bz.it/news/it/news.asp?news_action=4&news_article_id=568076

Seminario di approfondimento sugli organi collegiali (26 nov.)

Seminario di approfondimento sugli organi collegiali (26 nov.)

Il Seminario di approfondimento sugli organi collegiali è organizzato dalla Consulta provinciale dei genitori.

La sede del Liceo “Pascoli” a Bolzano

“Organi collegiali: laboratorio di idee per migliorare l’integrazione e la partecipazione di genitori e studenti nella scuola” è questo il titolo del seminario di approfondimento organizzato dalla Consulta provinciale dei genitori  che si svolgerà

sabato 26 novembre,
dalle ore 9,00 alle 12,30,
presso il Liceo “G. Pascoli”,
in via G. Deledda, 4  a Bolzano.

L’iniziativa, alla quale parteciperà in qualità di relatrice l’avvocata Cinzia Olivieri, esperta nazionale in materia di collegialità, prevede il coinvolgimento di tutte le Consulte dei genitori e degli studenti della provincia, dei Presidenti dei Consigli di istituto e dei Comitati dei genitori delle scuole in lingua italiana.

Prenderà parte al seminario anche l’assessore provinciale alla scuola e cultura di lingua italiana, Christian Tommasini.

Fonte: http://www.provincia.bz.it/news/it/news.asp?news_action=4&news_article_id=568916